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Düsseldorf sulla mappa

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L’immediatezza e l’accessibilità dei trasferimenti di cose e persone, anche e soprattutto a lungo raggio, è una delle caratteristiche peculiari della contemporaneità. Viviamo un’epoca in cui quasi nessun luogo del nostro pianeta può dirsi realmente isolato, e di conseguenza sempre più stati, regioni e città rivendicano il proprio diritto alla visibilità e alla raggiungibilità. Questo rendersi desiderabili agli occhi di un pubblico sempre più vasto di potenziali visitatori è comunemente detto “mettersi sulla mappa”: una città si mette sulla mappa quando riesce a mostrare al mondo il lato migliore di sé, e si rende appetibile. Storicamente il processo di mettersi sulla mappa si realizza attraverso l’organizzazione di un evento di rilevanza mondiale. 

Düsseldorf sulla mappa 01

Molti studiosi, ad esempio, concordano sul fatto che Milano sia stata messa sulla mappa dall’Esposizione Universale del 1906; più recentemente, l’inaugurazione del Guggenheim Museum ha messo sulla mappa Bilbao. Sempre più ricorrenti sono i casi in cui tocchi a una grande manifestazione sportiva il compito di introdurre una città al grande pubblico. Da questo punto di vista, i casi più clamorosi e riusciti di risonanza internazionale legata a un evento sportivo restano probabilmente il Campionato del Mondo di scacchi del 1972, con la sfida tra Fischer e Spassky che mise sulla mappa Reykjavík, e le Olimpiadi del 1992, che lanciarono il successo globale di Barcellona. Il prossimo tentativo di mettersi sulla mappa per mezzo di una manifestazione sportiva avrà luogo tra pochi giorni, ma i preparativi durano da mesi: Düsseldorf, metropoli tedesca da sempre molto distante dalla grande ribalta mediatica, ospiterà la partenza del più importante evento ciclistico della stagione che, in un anno senza Mondiali né Europei di calcio, coincide con il più importante evento sportivo del 2017. Il 1° luglio dal centro di Düsseldorf partirà il 104° Tour de France.

Düsseldorf sulla mappa 02

Düsseldorf, situata in mezzo all’avanzatissima regione industriale della Ruhr, è la settima città tedesca per popolazione e la quinta per volume di affari economici. Ha una identità culturale molto marcata e figura costantemente nelle primissime posizioni dei ranking nazionali e internazionali sulla qualità della vita, tuttavia ha sempre vissuto una sorta di complesso di inferiorità rispetto alle altre metropoli tedesche. Almeno fino a quest’anno. Perché è vero che Berlino ha i giovani e la filarmonica, Francoforte ha la borsa, Monaco ha l’oktoberfest e Amburgo ha avuto i Beatles, ma Düsseldorf avrà le Grand Départ.

Le 198 modernissime bici dei partecipanti del Tour si lanceranno su un circuito di 14 chilometri verso la Rheinturm Tower, la torre di trasmissione simbolo della città, 168 metri di altezza e in cima l’orologio digitale più grande del mondo: perfetto per una prova a cronometro. Proseguiranno in direzione Aldstadt, la città vecchia, conosciuta come il “bar più lungo del mondo” per via dell’enorme quantità di locali pubblici. La scena notturna di Düsseldorf – dove si produce l’altbier, un’originale birra scura – è paragonabile per vivacità a quella artistica e musicale: la città gode di una concentrazione altissima di musei e gallerie d’arte, e il viale Königsallee è considerato la strada dello shopping più elegante di Germania.

Düsseldorf sulla mappa 03

Tuttavia la sfilata di Chris Froome e dei suoi rivali lungo le vivibilissime strade di Düsseldorf possiede un significato aggiuntivo rispetto alla sola promozione della città. La partenza del Tour da una città tedesca (la quarta nella storia della Grande Boucle) sancisce anche e soprattutto la riconciliazione tra la Germania e il ciclismo professionistico. Dopo l’infatuazione nazionale seguita alla vittoria di Jan Ullrich al Tour del 1997, i media e i tifosi tedeschi avevano convintamente voltato le spalle al mondo delle due ruote giusto dieci anni dopo, quando lo stesso Ullrich e tutta la T-Mobile furono sommersi dall’Operación Puerto. Durante il Tour del 2007, in seguito all’ennesimo caso di positività al doping, le tv tedesche abbandonarono la corsa; il Tour in Germania non sarebbe stato trasmesso in diretta televisiva per otto anni. 

PZeroVeloOggi le cose sono cambiate. Il ciclismo tedesco ha proposto nell’ultimo decennio una generazione di corridori credibili e di successo. I più rappresentativi sono Tony Martin, André Greipel e Marcel Kittel, che hanno vinto complessivamente 25 tappe al Tour e hanno vestito in momenti diversi le maglie del primato. Saranno tutti e tre presenti al via, e Martin è il favorito numero uno per la vittoria del prologo e la conquista della prima maglia gialla. 

Anche la pratica ciclistica ha conosciuto in Germania una crescita esponenziale, ed è facile immaginare che il 1° luglio i vialoni della città renana saranno pienissimi di tifosi. Si incontreranno al Café Schicke Mütze, o negli altri numerosi bike café che si sono aperti in città negli scorsi mesi, poi presenzieranno alle seconde nozze tra la loro nazione e il Tour de France. Düsseldorf verrà messa sulla mappa. Mostrerà al mondo cosa si è perso snobbandola, mentre il ciclismo ricorderà alla Germania cosa si è persa snobbando il Tour. 

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