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Il mondo
è ciclabile

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Visto dall’alto, pare un fitto reticolo di vasi sanguigni. Dal cuore dell’Europa al Caucaso, dal mare di Norvegia al Peloponneso, si snoda in quindici arterie, e salta confini, e irrora Paesi. Quarantadue, a oggi. 

PZeroVeloL’EuroVelo, questo il nome del progetto sviluppato a livello continentale a partire dal 1995, promette di collegare entro il 2020 circa settantamila chilometri di piste ciclabili, alcune preesistenti, altre da costruire oppure in costruzione: l’ultimo bollettino, nel 2013, parlava di oltre 45 mila chilometri già completati, e da allora più di un Paese ha annunciato progressi sulle tratte di propria competenza. 

L’ha fatto la Francia sull’EuroVelo 3, la “Via dei pellegrini” che unisce l’antica capitale norvegese Trondheim a Santiago de Compostela; e l’ha fatto l’Italia sull’EuroVelo 8, la “Mediterranean Route” che disegna la Costa Azzurra, taglia la Pianura Padana fino a Ferrara, “città delle biciclette”, e a braccetto col Po lo accompagna in mare. 

Qui, sui 125 chilometri che collegano Stellata, affascinante borgo di pianura, a Goro, là dove si spegne il ramo destro del fiume, corre uno dei percorsi panoramici più suggestivi: pedalata dopo pedalata la raffinata eredità degli Este lascia il posto prima ai tradizionali casoni per la pesca che punteggiano il Parco del Delta e poi alla natura più incontaminata. 

Altro gioiello della rete EuroVelo sono i 200 chilometri che abbracciano l’isola di Rügen, la più estesa della Germania: le bianche scogliere dipinte dal romantico Caspar David Friedrich si tuffano a strapiombo nel Baltico e paiono risorgere, più bianche ancora, dalle acque del mare accanto, ai piedi di Dover, crocevia della “North Sea Cycle Route” (EuroVelo 12) che sfocia a John O’Groats, punta settentrionale della Gran Bretagna e paradiso dell’off-road.

In Francia, la “Loire à Vélo”, parte integrante dell’EuroVelo 6, si dispiega per 800 chilometri da Cuffy a Saint-Brévin les Pins, tra le silhouette dei castelli che furono dimore estive dei sovrani transalpini, e dà il meglio di sé nel Parco naturale Loire-Anjou-Touraine che avvolge la cittadina di Saumur. 

Più faticoso, sull’EuroVelo 3, ma altrettanto suggestivo il sentiero che, al confine con la Spagna, scavalcando i Pirenei conduce a Roncisvalle, sede della battaglia del 778 raccontata da una celebre chanson de geste nonché punto di partenza del Cammino di Santiago. E qui si procede, a piedi o in sella, comunque pellegrini. 

Questo, in fondo, è il senso dell’EuroVelo: spezzare frontiere, pedalare a ruota di un vicino che non è straniero. Pur sapendo che all’ombra delle quindici arterie principali, fuori dalla rete EuroVelo, si snodano vie capillari talvolta meno battute ma ugualmente affascinanti. Dove perdersi è uno splendido diritto.

Restando in Spagna, solo 70 chilometri a Nord di Roncisvalle, sorge un percorso lungo 540 che da Irun, nei Paesi Baschi, serpeggia fino a Luarca, Asturie, con vista sul golfo di Biscaglia. 

E se nell’Inghilterra dei Dover cliffs anche la Cornovaglia è solcata da strapiombi e tragitti panoramici sublimi benché poco chiacchierati (da Mevagissey a Land’s End, lungo la Roseland Heritage Coast), in Italia la terra che dà i natali al Po non merita meno attenzioni del suo Delta: sulle Alpi Cozie, tra Rochemolles e Claviere e tra Thures e Sestriere, si srotolano due sentieri da 50 e 38 chilometri che tolgono fiato e parole.

Nella Francia dei gettonatissimi castelli della Loira, poi, rischia di passare inosservato quello di Châteauneuf-en-Auxois: situato nell’omonimo sito medievale, è la meta di un breve (44 chilometri) ma spettacolare tragitto attraverso la Côte-d'Or, in Borgogna, che parte da Beaune e fa tappa nei villaggi di Nantoux e Bessey-en-Chaume. 

E due castelli sono crocevia obbligati anche dei 350 chilometri che in Germania collegano Berchtesgaden, sul lago di Konigsee, a Landau, su quello di Costanza: Neuschwanstein - preso a modello dalla Walt Disney in una lunga serie di cartoni animati, da Biancaneve a La bella addormentata nel bosco - e il “dirimpettaio” Hohenschwangau, dove nel 1800 il re bavarese Ludwig II passò buona parte della sua giovinezza.

A meno di 100 chilometri di distanza, ora corre la Ciclovia del Reno. EuroVelo 15, l’ultima arrivata. Perdersi qui, per qualcuno, è quasi un dovere.

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