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Road

Pedalando
verso Sud

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Il freddo rigido, le prime nevicate, le luci di Natale ormai ovunque in città: sono i segnali che tutti gli appassionati cicloviaggiatori aspettavano. Perché è giunto il momento di partire. Destinazione: emisfero australe, dove le stagioni sono ribaltate. L’estate va da dicembre a marzo ed è il momento ideale per scoprire, rigorosamente in sella, i luoghi più incontaminati del nostro pianeta. Sud America. Sudafrica. Oceania: tre luoghi che hanno panorami mozzafiato, terre selvagge e il potere di farvi sentire ai confini del mondo. Tutto, ovviamente, a misura di bicicletta, amatori o professionisti che siate. E allora ecco tre itinerari a Sud dell’equatore che non dimenticherete facilmente. 

PZeroVeloPatagonia, lungo la Carretera Austral e la Ruta 40
L’estremità più meridionale del continente americano è attraversata dalla Carretera Austral: in tutto 1.240 chilometri, da non percorrere obbligatoriamente dal primo all’ultimo, tra Cile e Argentina. La strada è quasi tutta sterrata, si sale e si scende di continuo anche se le pendenze non sono mai eccessive. Per questo si raccomanda una mountain bike come mezzo di trasporto. La tenda è fondamentale, perché gli imprevisti sono dietro l’angolo a partire dal clima: ci si può imbattere in picchi da 35 gradi a lunghe giornate di pioggia. Se vi sentite pronti, preparatevi allora a luoghi dalla bellezza unica: laghi incontaminati su cui si specchiano vette innevate, fiumi impetuosi, villaggi fantasma. Chi preferisce viaggiare sull’asfalto può scegliere la Ruta 40, ancora più lunga della Carretera con i suoi 5.224 chilometri. La strada ricorda un po’ la Route 66 che taglia in due gli Stati Uniti. Ovviamente si tratta di percorsi per niente adatti a chi ha fretta di arrivare, ideali al contrario per chi ha voglia di perdersi tra decine e decine di parchi nazionali, fiumi, passi sulle montagne andine fino ad altitudini di 5 mila metri. La Ruta 40 comincia da Timon Cruz, nel Nord dell’Argentina al confine con la Bolivia, e scende fin giù alla Terra del Fuoco. Sosta obbligatoria: il ghiacciaio Perito Moreno, che fa da cartolina all’intera Patagonia.

Sudafrica, tra gole verdeggianti e montagne da ammirare
Accarezzarne la cresta, lungo la costa meridionale, in sella a una robusta mountain bike, è un’esperienza unica. Potete decidere voi a che punto fermarvi, per i più coraggiosi la sfida è partire dall’estremo Ovest e raggiungere Johannesburg attraversando il Lesotho, unico Paese al mondo interamente sopra i 1.300 metri di altitudine. Iniziando a pedalare da Cape Town, le prime due tappe da non perdere sono relativamente vicine e agevoli da raggiungere: capo di Buona Speranza e Stellenbosch, la seconda città più antica del Sud Africa nonché capitale del vino. Questo però è solo l’inizio. Perché proseguendo lungo la costa Sud è facile incontrare una meraviglia dopo l’altra. A partire dalle distese bianche di sabbia a Kogel Bay, dove le onde dell’oceano (qui si incontrano l’Atlantico, l’Indiano e l’Antartico) vi faranno sentire letteralmente alla fine del mondo. Continuando in direzione Est, segnaliamo i pinguini africani di Stony Point a Betty’s Bay e il parco nazionale di Cape Agulhas, il punto più a Sud dell’Africa. Da qui, rientrando un po’ nell’entroterra, da vedere c’è la cascata di Meiringspoort, se siete audaci fatevi un bagno nelle sue gelide ma pulitissime acque verdi. Pedalando verso Nord, direzione Johannesburg, se sentite la mancanza dell’Europa potete andare a Grahamstown, vi sembrerà di stare in Gran Bretagna. Infine, prima di rientrare nella civiltà, che sia il Lesotho o la capitale, segnatevi questo nome: Barkly East. Qui occorre una buona preparazione, le strade sono sterrate e si pedala a ridosso dei 2 mila metri. ll paesaggio è maestoso e selvaggio, tra gole verdeggianti e montagne da ammirare. Se alzate lo sguardo al cielo, potreste vedere qualche avvoltoio.

Tasmania, un'isola a misura di bicicletta
A un’ora di aereo da Melbourne potete recarvi a Sud, sull’isola della Tasmania, composto per il 60% da parchi naturali tutti patrimonio dell’Unesco, in particolare la zona Sud-Ovest. Si tratta di paesaggi incontaminati, in auto non si può neanche entrare: quindi o si sorvola in aeroplano oppure si attraversa a piedi. Tutto il resto è a misura di bicicletta. A Hobart, la capitale, potete programmare l’itinerario che preferite, anche con l’aiuto dell’ufficio del turismo, molto efficiente. Il luogo più famoso è la Wineglass Bay, siamo nella parte Sud-Est, una paradisiaca baia con sabbia bianchissima e una delle acque più pulite al mondo (attenzione alle meduse) accessibile solo a piedi. Da Hobart dista 200 km risalendo in direzione Est. Il nostro suggerimento però è di mettervi in sella sulla costa dell’estremo Nord, per un itinerario quasi interamente in piano. Partite da Launceston, seconda città più grande della Tasmania, e fate tappa a Cradle Mountain, nell'entroterra. Le montagne e i laghi del parco sono abitati dai vombati (vi verrà voglia di prenderli in braccio: non fatelo) e dagli ornitorinchi. Risalite sulla costa dove, con un po’ di fortuna, potrete godervi il clima mediterraneo (massimo 25 gradi d’estate) dell’isola. Sempre sull’asfalto, una delle tappe obbligate è Penguin, dove di notte da ottobre ad aprile si possono osservare i tipici pinguini nani tasmani. Diverse sono le città dove soggiornare per spezzare il viaggio (poco più di 200 km), tra Devonport, Burnie e Wynard, tutte città portuali e di pescatori. La destinazione finale? Stanley, una lingua di terra abitata da 500 anime, circondata da due gigantesche spiagge a forma di mezza luna e caratterizzata da un residuo vulcanico chiamato “The Nut”, la cui vetta, a 143 metri - ci si può arrivare a piedi - è popolata da wallabies e Paddiemelon, animali molto simili ai canguri, ma più piccoli. Con un panorama che vi toglierà il fiato. A Stanley ci sono due ristoranti. Uno dei quali serve la “Bruschetta”. Non fidatevi, si tratta di un filone di pane, con burro a parte.

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